Eccomi a parlare di spazio e di come quest’ultimo sia collegato con l’educazione all’organizzazione.

Il tema è piuttosto ampio, per cui ho deciso di dividerlo in diversi post.

Partiamo dalla definizione di “spazio”: “Con valore assol., il luogo indefinito e illimitato in cui si pensano contenute tutte le cose materiali, le quali, in quanto hanno un’estensione, ne occupano una parte, e vi assumono una posizione…..”

“…il luogo indefinito e illimitato”, partiamo dall’avere carta bianca, pensiamo allora a come poterlo organizzare, immaginiamo…

 

Organizzazione spazio maternità

E’ tra i primi pensieri durante il magico periodo della gravidanza, mentre tra cambiamenti fisici, psicologici e ormonali, fantastichiamo sul futuro che ci sta per risucchiare.

Pensiamo al bambino che cresce dentro di noi, preghiamo che sia in salute, immaginiamo come sarà fisicamente e giochiamo già con le somiglianze, ne ipotizziamo il carattere, associando già a qualche parente stretto pregi e difetti, decidiamo il nome, il corredino, i primi vestitini, andiamo a decidere il passeggino, la culla, il seggiolino auto. Pensiamo quindi a tutte quelle cose fondamentali per accoglierlo al meglio.

Ma dove sistemiamo il tutto? Quale spazio dedichiamo alla persona che ci cambierà la vita per sempre? E come lo organizziamo al meglio?

Penseremo a dove metteremo la culla nella quale dormirà la prima notte, al rientro dall’ospedale, mentre noi, emozionati e stanchi, la/lo osserveremo grati di aver ricevuto un miracolo così grande.

Ci vedremo seduti su una sedia, su una poltrona, nel nostro letto ad allattarla/o, a coccolarla/o, ad osservarla/o.

Penseremo a dove posizionare il fasciatoio, i pannolini e le creme, le tutine.

Faremo spazio in cucina per aggiungere un seggiolone e ricaveremo uno spazio in bagno per sistemare tutti i prodotti a lei/lui dedicati, oltre magari ad una vaschetta per farle/gli il bagnetto.

Faremo spazio davanti al divano in soggiorno per posizionare il piccolo dondolo e magari in un angolo sistemeremo un tappeto con tutti i suoi giochini.

Ci inventeremo pittori per disegnare motivi deliziosi sulle mura della sua cameretta.

Tutto, ma proprio tutto sarà finalizzato a organizzare in modo bello e funzionale lo spazio per accoglierla/o.

In effetti, tutto l’ambiente si trasforma per accoglierla/lo al meglio. Pensate quindi a quanto questo aspetto sia importante.

Non a caso ho chiamato in questo modo uno dei miei servizi, “Organizzazione spazio maternità”, perché l’organizzazione funzionale di uno spazio in vista dell’arrivo di un neonato ha davvero un impatto notevole sull’equilibrio e sull’organizzazione familiare.

 

Uno spazio in evoluzione

Ok, siete stati bravissimi, tutto nel primo anno da neo-genitore ha funzionato alla perfezione, tutto era magicamente organizzato, e quindi è stato piuttosto facile non perdere tempo e pazienza a cercare cose ovunque, soprattutto in una fase così delicata, durante la quale i genitori sono messi a dura prova in termini di resistenza, pressione, stanchezza.

Ora la/il bambina/o è cresciuta/o ed ha già bisogno di nuovi stimoli, di nuovi spazi, di nuove attenzioni.

In effetti, la crescita del bambino ci porta a ripensare continuamente all’ambiente che lo circonda e che abbiamo pensato esattamente per lei/lui.

A 2-3 anni: un letto diverso, molto basso, in grado di poter salire e scendere da sola/o, un adattamento del bagno magari con uno sgabello che le/gli permetta di lavarsi da sola/o, un piccolo mobile in cucina con le sue stoviglie.

A 4-5 anni: i vestiti saranno posizionati alla sua altezza, così da poterli prendere da sola/o, ci sarà una scrivania per poter iniziare a disegnare, colorare e piano piano studiare.

E così via. Uno spazio funzionale che stimoli e incoraggi l’autonomia e l’indipendenza.

Ciò di cui si deve tener conto fin dalla nascita è che lo spazio dedicato ai bambini deve facilmente potersi adattare alle nuove esigenze, tenendo ben conto non solo delle abitudini dello stesso, ma anche della personalità che si sta formando e degli interessi che stanno nascendo.

Se, ad esempio, la bambina di 8 anni segue già da tempo lezioni di pianoforte e tanti segnali mostrano un grande interesse da parte sua si dovrà pianificare di acquistare un pianoforte da avere a casa.

 

Lo spazio che mi IDENTIFICA

Le neuroscienze dimostrano quanto le emozioni possano influenzare la nostra capacità di pensare, di imparare, di lavorare. In sostanza, lo spazio influenza lo stato emotivo e può dunque agevolare o al contrario ostacolare il nostro flusso emozionale e quindi il nostro flusso di lavoro.

Come fare allora per fare in modo che lo spazio crei in noi delle energie positive?

Facile! Organizzarlo in modo funzionale, in base all’utilizzo che se ne vuole fare.

Organizzare lo spazio dedicato ad un bambino non significa tenere la sua stanza in ordine ma piuttosto rendere quell’ambiente funzionale ai suoi bisogni, alle sue capacità, alla sua personalità in modo da alimentare lo sviluppo della sua identità.

Pensateci un attimo, assegnare un oggetto al bambino, significa valorizzare non solo la sua crescita incentivandone l’autonomia e l’indipendenza, ma anche fargli capire l’importanza di lui come persona e quindi valorizzando anche la sua consapevolezza e fiducia in sé. Dedicare un appendino solo per i suoi abiti o il suo zaino, pensare ad una scrivania tutta sua, ad un armadio per lei/lui, etc.

Lo spazio quindi veicola il valore dell’identità, concetto fondamentale soprattutto nei primissimi anni.

 

Uno spazio SOLO PER ME

Non vi è mai capitato da piccoli di rinchiudervi come un riccio sul letto o creare una tenda con una coperta perché volevate stare da soli? E’ un bisogno fisiologico, in base al quale si cerca un angolo nel quale “isolarsi” per qualche minuto.

Per rispondere a questo bisogno è importante creare un posto “esclusivo” per il bambino, dove può stare da solo nei momenti in cui ne sente la necessità.

Ad esempio, per i bambini più piccoli (2-3 anni) è molto utile prevedere un posto che a loro piace particolarmente, una tenda gioco con dei peluche dentro, un cuscino molto grande, dove invitarli ad andare ogni qualvolta mostrano dei momenti di crisi.

Con il passare del tempo cambiano le motivazioni ma rimane molto nitido il desiderio di avere un posticino “esclusivo”, dove il bambino può recarsi per leggere, per pensare, per riflettere, quando è arrabbiato o quando semplicemente vuole stare da solo.

Avere uno spazio che il bambino vive come “solo mio”, supporta l’identità, rafforza il concetto della “privacy” ed è fondamentale per la creazione dei pensieri.

Allora, che ne pensi? Sapevi già che l’organizzazione influisce sullo sviluppo dei nostri bambini?

Parlerò ancora di spazio se ti interessa, ti aspetto qui!